Il calcio dilettantistico foggiano è al capolinea. Diverse squadre rischiano di non iscriversi ai prossimi tornei regionali, alcune hanno paura di farlo. Quel che è certo è che il calcio dilettantistico di Capitanata è in un tunnel buio e che al momento sembra senza uscita. Cerignola, Lucera, Vieste e tante altre compagini che sembravano delle istituzioni a livello calcistico provinciale sono davvero in uno stato di crisi profonda. Ma quanto costa un campionato? Troppo. Partiamo dall'Eccellenza: si va da un minimo di 200 mila euro per arrivare anche a 700 mila. In Promozione? Per salvarsi servono non meno di 100 mila euro, per tentare di vincere il torneo anche 300. In Prima si oscilla tra i 70 e i 100 mila, in Seconda dai 40 ai 90. Iscrizioni, abigliamento, trasferte e rimborsi spese: se non si ha un minimo di budget non si parte. E ad oggi sponsor e istituzioni sembrano essere lontani anni luce dal pallone di Capitanata.
In Eccellenza in casa di Cerignola, Lucera e Vieste non si muove una foglia e la crisi economica che sta attanagliando anche le squadre dilettantistiche foggiane non lascia presaggire nulla di buono. Calma piatta. Serve liquidità ma anche abbassare i costi. A Cerignola il presidente
Dinisi è stufo di andare avanti da solo e con i soliti problemi del "Monterisi". Nella passata stagione sono volati via quasi 400 mila euro di cui la buona metà direttamente dalle casse della presidenza. Se non cambia qualcosa nei prossimi giorni anche il futuro dei gialloblù sembra essere incerto.
A Lucera, dicono in molti, è necessario ricostruire un'alleanza per il calcio e per tutto lo sport. Ripartendo, magari, da un serio esame di coscienza, scrostando la patina di ipocrisia che porta a bizzarri cortocircuiti. Niente spese folli: si punta solo e soprattutto sui giovani.
Situazione paradossale a Vieste: dopo 18 anni arriva l'Eccellenza e gli sponsor diminuiscono rispetto al passato. Nella scorsa stagione un budget di 200 mila euro, ora ne servono di più.
In Promozione l'Ascoli, al suo secondo storico campionato, cerca aiuti: il presidente
Roccia ogni anno è costretto a fare i salti mortali per far quadrare i conti. La società intende valorizzare i giovani e, soprattutto, portare il nome della cittadina in giro per la regione. Qualche innesto per rendere la squadra ulteriormente competitiva, confidando in sempre maggiore partecipazione del paese, ma niente spese folli. Servono comunque 100 mila euro.
A San Severo c'è entusiasmo e gli sponsor sembrano essere disposti a restare vicino alla squadra di
Marino.
In Prima categoria è crisi profonda. La parola d’ordine sembra essere univoca: ridurri i costi e giocare con i ragazzi del paese. Si cerca la svolta e puntare sui ragazzi e su coloro che vivono questo sport da dilettanti con passione ed hanno fame agonistica. In Seconda situazione drammatica ad Orsara, Candela e in tante altre piazze. La partecipazione al prossimo torneo mette paura per i costi elevati. L'iscrizione ci sarà per alcune ma di organico e progetti non se ne parla affatto. Se i granata e i giallorossi piangono non si ride nemmeno a Mattinata. Anche qui la dirigenza è sola da diverso tempo e vrebbe bisogno di un aiuto dalle forze imprenditoriali del territorio. La squadra si farà, ma ancora una volta saranno i giovani a salvare il calcio rossonero.
A. Villani - calcioWEBdilettanti.com