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Provinca di Foggia
Per dieci società calcistiche rischio iscrizione.
Rossoneri in ansia, non succedeva da 4 anni dopo la stabilità conferita al club dalla compagine societaria composta da Tullio Capobianco & C. Ora siamo punto e a capo. L’Us Foggia («Prima divisione - Lega Pro») naviga a vista in acque agitate, a metà tra cordate societarie che vogliono costituirsi per garantire un futuro e scadenze da rispettare: quelle relative all’iscrizione, da rispettare entro una settimana. Della faccenda è stata investito anche il sindaco Gianni Mongelli, che ha assicurato il massimo impegno nel più breve tempo possibile. Un po’ più grave la situazione del Manfredonia calcio («Seconda divisione - Lega Pro»), che con gli addii praticamente certi del ds Matteo Lauriola e del mister Giovanni Bucaro perde due pilastri su cui poggiare un progetto che fa fatica a nascere: anche qui tutto nelle mai del sindaco, nonché ex patron, Angelo Riccardi. Il quale ha riproposto l’idea dell’azionariato popolare: 1000 euro per 1000 cittadini, ma l’idea non sembra riscuotere successo. E le scadenze, anche qui, son dietro la porta. Con l’aggravante delle liberatorie: tutte da firmare.

DILETTANTI - Il ramingo Cerignola («Eccellenza pugliese») è da sempre alla ricerca di nuovi partner e soci, il patron Giuseppe Dinisi si è chiamato fuori «da un impegno ormai troppo oneroso». Ad aggravare tutto la cifra spesa lo scorso campionato - stando alle indiscrezioni raccolte 150mila euro - per l’allestimento di una squadra che ha deluso le aspettative. Stesso dicasi per Lucera («Eccellenza pugliese»), il cui presidente Gianni Pitta ha rimesso la squadra nella mani del sindaco Pasquale Dotoli. Motivo? Lo stesso di Foggia, Manfredonia e Cerignola.
«Non abbiamo più risorse per continuare, veniteci incontro o si chiude col calcio a Lucera»
. Sta di fatto, però, che dopo l’appello nessun soggetto economico si è fatto vivo. Che cosa ne sarà del Lucera? Innanzi tutto c’è da assicurare l’iscrizione al campionato, poi un’altra stagione. E non si sa se Pitta potrà affrontarli, per u n’altra stagione, in completa solitudine.
Caos anche nell’Atletico Vieste («Eccellenza pugliese»), dove il patron Lorenzo Spina Diana ha appena silurato il ds Matteo Azzarone e in diverse interviste ha fatto intendere che «per i costi del campionato di Eccellenza sarebbe stata più che gradita una mano da altri imprenditori e anche dall’amministrazione comunale». Pare respirare aria pulita il San Severo («Promozione»), che grazie alle ambizioni del patron Dino Marino sta tentando la scalata al calcio che conta: ma anche qui resta da verificare il rapporto costi-benefici, quanto costa la squadra competitiva messa su e quanto riesce a recuperare da sponsor e altri interventi finanziari.

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