L’allenatore dell’Atletico Bovino,
Francesco Rutigliano, in accordo con la società, hanno deciso di rendere noto
questo comunicato in risposta ai numerosissimi articoli di denuncia comparsi in questi giorni sia su carta stampata
che sul web, in merito ai fatti di domenica nel corso della partita Bovino – Candela. Qui di seguito il contenuto.
«E’ stato buttato tanto fango sulla società, ma soprattutto sui calciatori del Bovino, tale da poterli assimilare
ai peggiori delinquenti che il calcio dilettantistico possa ricordare. Il silenzio che è prevalso fino a questo
momento è stato un silenzio dettato soprattutto dal fatto che, questa società e questi calciatori non si sono mai
trovati a dover gestire un’evenienza del genere, perché non abituati a manifestazioni oscene così deplorevoli.
Se la molla è scattata, evidentemente, qualcosa deve essere accaduto, caro Signor
Presidente Tucci. Non penso
ci possano essere giocatori da ritenere innocenti tra quelli indicati dalle forze dell’ordine e dall’arbitro.
Se cinque nomi sono stati fatti e altri no, è perché, questi cinque effettivamente hanno preso parte a quella
che è stata definita “
rissa”. Le ricordo, Presidente Tucci, che il Bovino ha dovuto sostituire al 20’ del primo
tempo il centrocampista
Bagnara, per una clamorosa quanto visibile entrata a “ginocchio alto” da parte di un
suo giocatore; entrata (tra l’altro non punita dal Signor arbitro) che ci ha fatto pensare, ad una prima
analisi, ad una lesione del rene sinistro del nostro calciatore. Il gioco è stato molte volte interrotto
per falli, nella stragrande maggioranza provocati dai suoi giocatori. Ricordo che, personalmente, mi sono
adoperato al soccorso dei suoi giocatori
Di Savino prima e
Di Francesco poi. Le ricordo che il calciatore
Salvatore Bruno, che è stato il giocatore maggiormente colpito dalla squalifica, è stato, forse, quello
più incosciente e meno colpevole, in quanto, pur scagliando il pallone sulle gambe dell’arbitro è
rientrato in campo solo per cercare di dividere i compagni ed allontanarli dalla rissa. Le ricordo
anche, che il mio giocatore
Giangaspero, non si è provocato una ferita da taglio sul sopracciglio destro
e sullo zigomo destro da solo, ma perché colpito da un pugno (che ha scatenato il fattaccio),
sferrato dal suo giocatore
Di Francesco. Io, come allenatore, e tutti, ma dico tutti i miei giocatori,
dopo aver chiesto il permesso alla società, abbiamo preso questa iniziativa del comunicato, maggiormente
per denunciare quanto l’accaduto possa essere stato deplorevole e condannabile sotto tutti gli aspetti.
MAI, nel calcio, dovrebbe accadere una cosa simile e soprattutto in un campionato dilettantistico,
dove molto spesso sul campo ci sono amici, ex compagni di squadra, colleghi di lavoro e dopo, solo dopo,
avversari. Soprattutto voglio sottolineare che a differenza di quanto scritto negli ultimi due giorni,
la società ed i tesserati del Bovino sono persone e sportivi seri, dalla morale intatta ed indissolubile.
Il passato calcistico del Bovino, come società calcistica, può garantirlo. Sicuramente verranno presi
provvedimenti da parte della dirigenza nei confronti dei calciatori che hanno preso parte agli episodi
di domenica, ma se permettete questi saranno problemi che interesseranno esclusivamente la nostra società.
Concludo dicendo che, nessuna delle squadre affrontate fin ora, potrebbe essere d’accordo sulle pesanti
ed ingenerose parole consumate nei confronti della mia società.»
A.S. ATLETICO BOVINO
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