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DAI CAMPI

Allenatore - Giuseppe Trisorio

Arpifoggia - Candela 3-4
Ancora una sconfitta per i dauni

stemma Ancora una sconfitta per i dauni, che vedono assottigliarsi le speranze di salvezza. L'Arpifoggia cede, infatti, tra le mura "amiche" del "Don Uva" ad un Candela si conferma come una bella realtà del campionato di II.
Le due squadre si sono affrontate a viso aperto in una gara combattuta dal primo all'ultimo minuto di gioco. Ne è venuta fuori una gara nella quale gli attacchi sono prevalsi sulle difese, determinando un pirotecnico 3 a 4. Partono bene i padroni di casa che dopo una ventina di minuti dall'inizio della gara passano in vantaggio con Bianchi. Gli ofantini non demordono e, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, in mischia pareggiano. Sull'1 a 1 si chiude la prima frazione. In apertura di ripresa gli ospiti si portano in vantaggio quando un lungo traversone dalla destra, complice una dormita generale dell'Arpifoggia, viene intercettato da un giocatore del Candela che batte l'incolpevole Vinciguerra, tra i migliori dei suoi.
I locali non si davano per vinti e riuscivano a pareggiare con Iannaccone che dall'interno dell'area di rigore lasciava partire un tiro che si insaccava sotto la traversa. La gara proseguiva con le due squadre che ribattevano colpo su colpo, tant'è che fioccavano le occasioni da una parte e dall'altra. Dopo una decina di minuti dal pareggio il Candela si portava in vantaggio su una azione di contropiede ben orchestrata dagli attaccanti ospiti.
L'Arpifoggia allora si riversava in massa nella metà campo avversaria creando diversi pericoli alla porta del Candela. Proprio durante il forcing dei dauni, Villani, su calcio di punizione, riportava in parità la gara. A questo punto chi ha assistito alla partita avrà pensato al pari come al risultato finale, ma non aveva fatto i conti con la voglia di vincere di entrambe le formazioni. Alla fine la spunta il Candela con un gran tiro da fuori, complice un non perfetto rinvio del centrale difensivo foggiano, Favino, con la sfera che terminava sui piedi di un avversario che da media distanza lasciava partire un bolide che si insaccava nell'angolino alla destra del portiere.
Ancora una volta un Arpifoggia generoso è stato punito forse al di là dei propri demeriti da un Candela che non ha rubato nulla e che ha avuto il grande merito di aver capitalizzato al massimo tutti gli episodi favorevoli della gara. Ai dauni non resta che ripartire dalle cose positive viste ieri e fare ammenda dei propri errori. Con un gruppo così nulla è precluso, la salvezza è possibile.

Squadra Arpifoggia

Pierluigi Favino - calcioWEBdilettanti.com